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///3DNApoli
19 giugno - 3 luglio 2009
Si può camminare in una città senza calpestare le
sue strade, per viverla attraversando una fotografia. Maniello, giovane
fotografo ed interessato su più campi delle arti visive, ha questa
consapevolezza ed in questa esposizione in 3D, mostra ancora una volta tutto il
suo interesse per l’uso innovativo del mezzo tecnologico. Il percepire la terza
dimensione infatti, porta l’osservatore ad uno stato di curiosità per il
dettaglio che solitamente non ha; è così che ci viene offerta la possibilità di
percepire l’essenza della città: il suo DNA per l’appunto. La terza dimensione
ci porta ad esplorare, ad entrare “dentro” le foto. Il percorso che la città ci
regala è ricco di immaginazione, ma solo se siamo disposti ad abbandonare le
nostre convinzioni e sentirci raccontare la loro storia. Salutiamo così statue
vive, che, incontrandoci stupite, dialogano con noi, chiedendoci da dove
veniamo e come siamo riusciti ad oltrepassare la pellicola, rimanendone
prigionieri. Incontriamo la tradizione popolare della sirena abbandonata in
riva al mare, che attende solo di raccontarci la sua versione della storia.
Saliamo e scendiamo scale di marmo e di pietra che ci conducono nei vicoli di
un posto così familiare, tanto da volerlo soffocare nei ricordi passati. Ci
affacciamo dal punto più alto per scorgere il mare: è sempre stato lì davanti,
eppure in quell’istante ci sembra magico, tanto da donarci la forza di navigarlo
per la prima volta. Rimaniamo a guardare il cielo incastrato tra i tetti dei
palazzi, che non c’erano mai parsi così alti. Non v’è traccia dell’uomo, ma
tutto, ogni cosa ci riconduce a lui. Così saltiamo velocemente da un’antenna
all’altra per arrivare finalmente alle falde di un vulcano che finge di dormire
per non spaventarci, ma che in fondo cova il suo rancore per tutti i “diavoli”
che vivono questa città incuranti del tempo che passa. Decidiamo di salire in
cima, per poi finalmente abbandonarci e volare, ma senza le ali. Solo alla fine
capiamo di doverci confrontare con la morte, per essere risucchiati dalle
viscere della città che galleggia sul vuoto e risalire su per quelle strade,
che stavolta calpestiamo come sempre. Qualcosa è cambiato. Non siamo più gli
stessi. Prima di essere imprigionati eravamo confusi, vivendo realmente la
città attimo per attimo. Dopo l’esperienza tridimensionale siamo certi di
essere stati a Napoli e di essere stati contaminati dalla sua doppia identità.
(Marina Tondo)
Donato Maniello nasce a Canosa di Puglia (Bari) nel 1979. Architetto
e Dottore di Ricerca in materiali e design per l'architettura, cerca di
approfondire i rapporti tra quest'ultima e l'Arte sia con la fotografia che con
la pittura. Si appassiona alla possibilità di percepire la terza dimensione
utilizzando svariate tecniche. L'utilizzo delle tecnologie digitali gli offre
la possibilità di sperimentare radicali cambiamenti nel modo di percepire la
realtà attraverso anche il ruolo che il fruitore si trova a poter occupare all’interno
dell'opera stessa. Con i "B|y Photoliquids" sviluppa sia nelle foto
che nei video, una tecnica che gli permette di ricostruire scenari urbani in
cui si mescolano differenti istanti e sovrapposizioni di forme. Il giallo ed il
blu rappresentano il prima ed il dopo, due momenti diacronici ma appartenenti
ad un unico istante. Nella pittura la sua ultima ricerca è volta ad indagare il
tema del volto. Attraverso la fotografia, i video e la pittura realizza una
serie di mostre a tema in varie sedi.
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