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PASSIONE DI FERRO
dei Fratelli Mosca
Tra tutti i mestieri quello del fabbro serba in sé un fascino
millenario. Ancora oggi nelle fucine artigiane i gesti compiuti sono
quelli dei primordi, quando l’uomo da sapiens diviene faber. Il
metallo incandescente, reso dolce dal fuoco vivo, è piegato alla
ritmica volontà dell’uomo tra l’incudine e il
martello.
E’ questo il fascino carismatico di un mestiere che si tramanda
di generazione in generazione: pochi elementi necessari alla creazione,
il metallo, il fuoco, un incudine, un martello ma soprattutto la forza
della creatività umana.
“Si può fare tutto ciò che si vuole con il ferro,
basta pensarlo e tutto si può realizzare” racconta
Raffaele, primo dei cinque fratelli Mosca, che ha appreso il mestiere
dal padre e dal nonno, tramandando per sei generazioni l’arte
della fucina. Una vera e propria passione quella dei Mosca: Raffaele,
Giuseppe, Ciro e Mario hanno dato vita, nel tempo, a personalissime
interpretazioni dell’arte di famiglia.
A Belgrado, nel 1969, un italiano è insignito del
primo premio per la scultura alla IX Exposition Internationale des
Beaux Arts: è Raffaele Mosca, premiato con una medaille
d’or per l’opera TUTTO ME STESSO. L’artista assembla
piccole parti meccaniche, pezzi di materiale ferroso, attrezzi, privati
dal tempo e dall’usura del proprio valore produttivo, cose senza
un’apparente utilità rivestite di nuova dignità,
dignità di opera d’arte. In questa nuova forma comune gli
elementi intrecciano una relazione metaforica il cui tema è
chiaramente l’esistenza.
In esposizione PASSIONE, un monumento alla tradizione, al tempo e
all’arte del ferro. E’ un’opera realizzata da
Raffaele Mosca in dieci lunghi anni d’attività nei quali
l’artista ha scolpito una catena priva di giunzioni con un lavoro
di forza e abilità sottile, un solo errore poteva costargli mesi
di lavoro. “Da bambino”, racconta l’artista,
“mio padre in fucina mi raccontava i misteri del ferro e tra
questi la leggenda della catena senza giunzioni”.
fotogalleria
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