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MATTINE AL LABORATORIO
Da settembre 2006 il LABORATORIO CREATIVO PERMANENTE, sede operativa di
Lineadarco, ha supportato le scuole del territorio proponendo un
ampliamento dell'offerta formativa attraverso laboratori di lettura ed
analisi del film, teatro e mostre didattiche. Di seguito i Commenti di
docenti ed allievi: Prof. Anna Di Dato S.M.S. "Marconi" Nell'ambito
delle attività didattiche ci è stata offerta la
possibilità di un nuovo percorso di formazione, teso ad
avvicinare i ragazzi al cinema, considerato ormai una nuova forma
d'arte di tutto rispetto, alla quale hanno dato lustro letterati e
registi famosi, nonché musicisti e tecnici esperti. L'iniziativa
realizzata dall'associazione culturale Lineadarco merita il plauso di
alunni e docentiche hanno intrapreso insieme questo nuovo percorso.
Nuovo sia nella sostanza sia nella forma: i ragazzi, dopo ogni visione
filmica, hanno la possibilità di dibattere con un esperto sui
vari aspetti che connotano un film, da quello contenutistico a quello
mataforico-allegorico e a quello tecnico, così da essere avviati
ad una “lettura” filmica più attenta e accurata. Il
tutto si svolge in un clima di serenità, in cui ogni ragazzo i
sente proprio agio e libero di esprimere la propria opinione.
Egle II B “Se c'è una
cosa importantissima per la comprensione di forme artistiche è
la lettura dei ilm. Con questa nuova attività impariamo ad
andare al di là del contenuto ovvero della trama del film:
impariamo, piuttosto, a comprenderne il significato metaforico e a
percepire le stesse emozioni dei personaggi e degli autori”
Chiara Cafasso II B " ... è un
laboratorio del PENSIERO perché attraverso dei film riusciamo ad
allargare le nostre conoscenze dando vita ai nostri pensieri e alle
nostre riflessioni. Impariamo a distinguere i diversi stili dei registi
e quindi impariamo qualcosa nel campo del cinema, un campo a cui ognuno
di noi ha pensato più volte nella vita"
Prof. Carmen Lucci S.M.S. "MARCONI"
Nel mese di dicembre con i miei alunni di seconda media, ho visitato la
mostra “Passione di ferro” allestita presso i locali di
Lineadarco. I lavori esposti erano quelli dei fratelli Mosca artigiani
o meglio artisti del ferro. Ho ritenuto questa esperienza molto
costruttiva per i miei alunni che non hanno visitato ma vissuto una
mostra grazie alla sua impostazione e realizzazione curata
attentamente. I miei alunni, inoltre, hanno ricevuto un messaggio
educativo importante: Passione può significare sofferenza ma
anche amore smisurato, senza limiti che può diventare ragione di
vita. Ho subito apprezzato l’inizio del percorso, infatti
fotografie raffiguranti vecchi mestieri introducevano i ragazzi in una
realtà lavorativa d’altritempi a loro sconosciuta ed
è stato come se, entrando, fossero stati proiettati in
un’altra dimensione. All’inizio i ragazzi sono stati
guidati all’osservazione sia delle opere che delle immagini
filmate dei fratelli Mosca, in modo da farli sentire protagonisti in
grado di manifestare sensazioni, impressioni, ed emozioni. Così,
rientrati in classe, i ragazzi si sono espressi: “Penso che
quello del fabbro sia un lavoro di forza, coraggio e resistenza, ma
anche di attenzione, perfezione e creatività. E’ magnifico
che un uomo anziano coltivi sin da bambino la stessa indelebile
passione. Aver inoltre realizzato la catena senza giunzioni che per i
suoi genitori era una legenda, un sogno e uno dei più bei
traguardi della vita” . - Angela De Martino
“…Di questa mostra mi ha colpito un po’ tutto, dagli
attrezzi alle opere. E’ stato bello scoprire il mondo del ferro,
un mondo bellissimo ma allo stesso tempo difficil. Non avrei mai
pensato che dal fuoco potessero essere create delle vere opere
d’arte, come Tutto me stesso o Passione. - Micera Daniele
“…Il mestiere del ferro si tramandava di generazione in
generazione e il padre per abituare il figlio alla fatica lo portava in
officina e gli diceva di girare l’acqua fino a quando si fosse
solidificata”.
Pavolillo Antonio “…Mi
sono reso conto che il mestiere del fabbro è affascinante
… anche il materiale grezzo, di scarto, se forgiato con amore
può assumere un grande significato come nell’opera Tutto
me stesso che rappresenta tutta la vita di un uomo dedicata ad un
lavoro pieno di fatica e di passione ma ormai vecchia come quegli
attrezzi di ferro che non servono più ma nel loro insieme
formano una specie di obelisco che va verso Dio”
Davide Martella LICEO SCIENTIFICO
"CARLO URBANI" "Al giorno d’oggi, rivedere un mestiere manuale
è come una novità perché ormai siamo abituati alle
comodità offerte dalla nuova tecnologia, senza renderci conto
della fatica degli antichi mestieri. Inoltre non capita tutti i giorni
di poter comprendere abitudini di vita di un tempo. Grazie a questa
mostra, ci siamo resi conto di quanto la società sia cambiata e
di quanto lavoro c’era in passato dietro ad un semplice oggetto
esposto in un negozio. Inoltre gli antichi mestieri possedevano un
fascino che non ritroviamo nelle moderne attività tecnologiche.
Questa mostra è stata per noi molto piacevole e divertente,
soprattutto grazie alla disponibilità che ci hanno offerto gli
organizzatori." " Non avremmo mai immaginato, prima di vedere la
mostra, che dietro ad un piccolo oggetto di ferro ci sia tutto quel
lavoro. Al lavoro del fabbro, come abbiamo capito dopo la mostra, non
è data tutta l’importanza che merita. Con le sue opere
Raffaele Mosca ci ha insegnato che usare metallo, fuoco, incudine e
martello, rappresenta una vera e propria arte, tramandata da molto
tempo. Anche il ferro può suscitare emozioni e noi
l’abbiamo imparato con il suo esempio." "Finalmente anche al
ferro è stata dedicata una mostra. Durante quest’ultima
abbiamo notato come il lavoro negli anni si sia tanto meccanizzato;
infatti negli anni le macchine hanno sostituito il lavoro manuale che
nei tempi attuali non è riconosciuto per il valore che realmente
possiede e che noi, grazie a questa mostra, abbiamo capito. Ora
possiamo dire quanto lavoro ci sia anche dietro ad un piccolissimo
oggetto. Per quanto ci riguarda è un’esperienza da vivere
e da diffondere."
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